Pomodorini del piennolo come conservarli: ecco dei pratici consigli

Pomodorini del piennolo che sono una qualità di pomodori davvero unici per il suo sapore e per la propria formazione. Le ricette pomodorini del piennolo sono davvero speciali,  visto che il protagonista del piatto sono proprio queste pepite rosse davvero succulente.

Pomodorini del piennolo e pomodorini gialli del Vesuvio

I pomodorini del piennolo del Vesuvio DOP che usiamo per i nostri piatti sono di due tipologie. Vi sono i pomodorini del piennolo e i pomodorini gialli del Vesuvio. Scopriamo le differenze.

Partiamo da quello rosso. Il pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP (meglio noto anche come pomodorino vesuviano) nasce e cresce alle pendici del Vesuvio. Dal 2009 ha ricevuto anche la denominazione D.O.P. come prodotto dell’eccellenza anche per le sue proprietà organolettiche. Il pomodorino “a piennolo” chiamato così perché appeso a pendolo, presenta un sapore vivace e intenso. Durante il periodo di maturazione si trasforma, lasciando quella piccola nota di dolcezza.

Di un color rosso intenso, una buccia dura che si chiude con una punta, il pomodoro vesuviano si caratterizza per il suo gusto fresco, acre e intenso. La polpa al suo interno presenta un alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili, che ne facilitano anche la sua conservazione durante i mesi.

Oltre il pomodorino del piennolo, vi sono anche i pomodorini giallo del Vesuvio. Questo come quello del piennolo, viene prodotto nella zona del Vesuvio. La prima volta che si parla di questa tipologia è nel 1544 ed è arrivato sino al giorno d’oggi, grazie al lavoro dei monaci camaldolesi di Nola, che per molto tempo l’hanno coltivatori nei loro orti, mantenendo la tradizione. Le differenze rispetto a quello rosso, sono davvero pochissime ma sostanziali. Come quello rosso, anche quello giallo ha una forma ovale allungata, che raccolto a grappolo e appesa sui balconi, prende il nome di ‘piennolo’, che significa pendolo.

La differenza riguarda però il colore. Giallo come il sole e di piccole dimensioni, mostra sulla sua struttura dei solchi longitudinali chiamati coste che terminano in un pizzo all’estremità inferiore. Una buccia spessa, la polpa soda e un sapore dolce rendono unico il suo sapore. Il pomodorino giallo del Vesuvio è molto ricco di beta-carotene, che favorisce la crescita e riparazione dei tessuti. Buono da mangiare al naturale, viene usato però molto anche nella cucina di mare. Con il pomodorino giallo si possono preparare delle buonissime salse, vellutate e creme di ortaggi di colore giallo, che ne conferisce un sapore dolce e saporito.

Pomodorini del piennolo come conservarli

Buoni da mangiare, da cucinare e da assaporare. I pomodorini del piennolo sono davvero unici nel loro genere, ma spesso però non si ha la possibilità di trovarli sotto casa, in ogni momento di cui si ha voglia. Ecco che però per ovviare a questo tipo di problema vi sono alcuni metodi per conservarli.

Pomodorini del piennolo come conservarli? Ci sono diversi modi, tutti tradizionali che permettono di avere un prodotto sempre fresco e buono da guastare in qualsiasi momento. Si parte dalla classica raccolta a pendolo, dal quale prende anche il nome piennolo. Il pomodoro raccolto a grappolo, appeso e con la sua buccia spessa, gli permette non solo di completare la sua maturazione, ma anche una conservazione nel tempo.

Altro metodo è quello che in antichità veniva usato anche per ovviare al problema della freschezza. Il metodo utilizzato dai contadini vesuviani era la particolare tecnica di conservazione in vetro (detta “a pacchetelle”). Si tratta di una metodologia che permetteva di gustare il pomodoro come se fosse appena raccolto anche dopo diversi mesi.

Un metodo ancora oggi messo in atto da numerose persone. Una volta presi e lavati accuratamente, i pomodori devono essere asciugati bene. Si passerà poi ad eliminare il picciolo e tagliarli come detto a pacchetelle (a spicchi). Inseriti all’interno del barattolo per la cottura con chiusura ermetica, si passerà a mettere tutto sul fuoco.

Vi sono diversi tipi di cottura. Questi quelli più noti. Il primo è quello della cottura a legna nel ‘bidone’, tradizionale, campagnolo e sempre funzionale. Disposti i barattoli nel pentolone pieno d’acqua fino a coprirli del tutto, si lasciano cuocere nel bollore per 1 h e 10’. Al termine della cottura si lasciano raffreddare nell’acqua di cottura, e dopo averli asciugati bene si possono posizionare in dispensa.

L’altra metodologia è quella a bagno-maria fatta in casa. In una pentola larga ed alta, su fuoco a gas a fiamma moderata si cuociono i barattoli di pomodori in acqua. Dall’inizio del bollore dell’acqua, si lasciano sul fuoco per 1 h 10’. Al termine della cottura si lasciano raffreddare i barattoli nell’acqua di cottura.

 

 

By | 2019-06-20T12:30:13+00:00 giugno 20th, 2019|Blog|0 Comments

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